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Concerto di Natale • Viotti

  • Lorenzo Giovati
  • 31 dic 2025
  • Tempo di lettura: 3 min

Milano, Teatro alla Scala. 20 Dicembre 2025.

Una delle tradizioni del Teatro alla Scala, forse meno ritualizzata rispetto alla celebre inaugurazione del 7 dicembre, ma ormai stabilmente riconoscibile, è il Concerto di Natale, proposto ogni anno con la partecipazione di direttori di primo piano, del Coro e dell’Orchestra del Teatro e in collaborazione con la RAI, che ne cura la trasmissione televisiva la mattina della Vigilia. Dopo il concerto diretto lo scorso anno dal maestro Daniele Gatti, quando era ancora indicato come il possibile successore del maestro Chailly, quest’anno è salito sul podio il giovane Lorenzo Viotti, direttore svizzero tra i più affermati della sua generazione, già direttore ospite dei Berliner, dei Wiener e dei maggiori teatri internazionali, tra cui l'Opernhaus di Zurigo, di cui diventerà direttore artistico nel 2028. Il concerto, andato in scena davanti a una sala completamente esaurita, ha purtroppo registrato la presenza di molto incline a interrompere i silenzi della partitura con applausi fuori tempo. In programma vi erano due lavori molto diversi tra loro, accomunati tuttavia da un clima sonoro capace, in modi differenti, di evocare l’atmosfera natalizia.


Nella prima parte del concerto è stata eseguita la suite orchestrale Les Animaux modèles di Francis Poulenc. La direzione di Viotti è apparsa improntata a una delicatezza sorvegliata, mai leziosa, sostenuta da una costante chiarezza del gesto. Il direttore ha messo in evidenza la leggerezza della scrittura, mantenendo sempre nitida la scansione formale e garantendo compattezza all’insieme. Particolarmente riuscita è risultata la gestione delle dinamiche, curate con attenzione e mai lasciate al caso, così come il fraseggio, elastico e naturale. Ne è derivata un’esecuzione musicale, elegante, luminosa, capace di valorizzare i colori orchestrali senza appesantirli.


Nella seconda parte della serata è stata invece proposta la Messe solennelle de Sainte Cécile di Charles Gounod, splendida pagina per coro, orchestra e tre voci soliste. Il comparto vocale si è rivelato complessivamente solido: il soprano Krassimira Stoyanova ha offerto una prova di alto livello per qualità timbrica, controllo vocale e musicalità; il tenore Julien Behr ha mostrato una voce chiara, non particolarmente voluminosa, ma sempre intonata e ben proiettata; il basso Markus Eiche si è distinto per la pertinenza degli interventi e la qualità dell’emissione.


Straordinaria è risultata la prestazione del Coro del Teatro alla Scala, splendidamente preparato dal maestro Alberto Malazzi, che ha offerto una prova di assoluta eccellenza per compattezza, ampiezza del suono e raffinatezza musicale. Superlativi, in particolare, il Gloria e il Credo, risolti con slancio, precisione e una tenuta impressionante.


La direzione di Lorenzo Viotti ha privilegiato una lettura che ha messo maggiormente in luce il carattere sinfonico della composizione rispetto a quello strettamente religioso. L’orchestra è risultata elegante, compatta e sempre reattiva, mentre il rapporto tra coro e orchestra è stato gestito con grande equilibrio, senza che una componente prevalesse sull’altra. Una direzione misurata, curata nel dettaglio, di gusto sicuro e priva di qualsiasi enfasi superflua.

Molto buona, anche in questo caso, la prova dell’Orchestra del Teatro alla Scala, nonostante qualche sporadica incertezza nella sezione delle trombe. Gli archi hanno sfoggiato un velluto sonoro di grande qualità, i fiati si sono distinti per delicatezza e precisione, mentre le percussioni sono risultate sempre pertinenti e ben integrate. L’insieme ha beneficiato di un gesto direttoriale chiaro e incoraggiante, che ha favorito reattività e coesione.

Un concerto breve, ma decisamente piacevole, di buona qualità musicale e ben costruito, che verrà trasmesso su Rai 1 alle ore 10:40 di mercoledì 24 dicembre.


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